Che cos'è un tag dinamico, e quando serve a un apparecchio?
Un chip con due porte sulla stessa memoria: un'interfaccia NFC per il telefono e una via cavo, I2C o SPI, per un microcontrollore. Un apparecchio ne ha bisogno quando un telefono deve leggere o cambiare quello che l'apparecchio contiene, senza accoppiamento, senza applicazione dall'altra parte e, spesso, senza alimentazione.
Due interfacce, una memoria
Un tag dinamico è un chip che risponde a un telefono da un lato e a un microcontrollore dall'altro, sugli stessi byte. La scheda tecnica dell'RF430CL330H di TI ne descrive uno senza giri: un tag NFC di tipo 4 con un'interfaccia ISO/IEC 14443 B fino a 848 kbit/s, un'interfaccia SPI o I2C per leggere e scrivere il messaggio NDEF in 3 KB di memoria interna, e una verifica che la struttura scritta sia NDEF valido.
La parte che cambia il modo di scrivere il codice è l'interrupt. Il chip ha un registro e un piedino di uscita che segnalano quando una lettura o una scrittura dal lato del telefono è finita, così il firmware reagisce a un tocco invece di interrogare la propria memoria.
Quello che apre
Le applicazioni che la scheda tecnica cita da sé sono le più comuni: accoppiamento Bluetooth, configurazione Wi-Fi, un'interfaccia di diagnosi, un'interfaccia di sensore. Quello che hanno in comune è un apparecchio senza schermo e senza tastiera, e un telefono che diventa tutti e due per la durata di un tocco.
Lo schema del passaggio di consegne è quello abituale. Il tag porta quello che serve all'altra radio per collegarsi, il telefono lo legge e sposta la conversazione sul Bluetooth o sul Wi-Fi, e l'NFC non porta mai il carico utile. La pagina del confronto spiega perché quella divisione è quella giusta.
Quello che un tag normale non può fare
Un tag normale contiene quello che ci è stato scritto. L'apparecchio su cui è incollato non può cambiare quei byte, non può leggerli, e non viene mai a sapere che un telefono è passato: un adesivo è un'etichetta, non un canale.
Basta per un collegamento, un numero di serie o un libretto di istruzioni. Smette di bastare non appena il contenuto dipende dallo stato dell'apparecchio, che è il confine fra un'etichetta stampata e un'interfaccia.
Cosa verificare sulla scheda tecnica
Quale tipo di tag il chip presenta, perché è questo a decidere quali telefoni lo leggono senza un'applicazione: un tag di tipo 4 su ISO/IEC 14443 B lo legge qualunque cosa sia conforme, come espone la pagina dei tipi di tag. Quanta memoria espone, dato che un messaggio NDEF e il suo involucro ci devono stare, cosa che la pagina della memoria utile misura.
Poi il lato via cavo: quale bus, a quale tensione, e se il chip possa essere letto dal microcontrollore mentre un telefono ci sta parlando. E se funzioni con l'apparecchio non alimentato, la domanda che affronta la pagina della configurazione da spento, dato che è questo a rendere utile un tag dentro una scatola su uno scaffale.
Domande frequenti
Cosa rende dinamico un tag?
Un'interfaccia via cavo sulla stessa memoria che il telefono legge, così un microcontrollore può cambiare il contenuto fra un tocco e l'altro.
Serve un'applicazione apposta sul telefono?
No, se il chip presenta un tipo di tag normale e il contenuto è NDEF. Un tag di tipo 4 lo legge qualunque telefono conforme.
Come fa l'apparecchio a sapere che un telefono l'ha letto?
Tramite l'interrupt che il chip alza quando una lettura o una scrittura finisce, su un registro e su un piedino, invece che interrogando la memoria.
Il microcontrollore e il telefono possono accedervi insieme?
È una questione di arbitrato a cui la scheda tecnica risponde chip per chip, ed è il dettaglio da verificare prima che il progetto ci si appoggi.